Aiuta 153 cani salvati da falsi rifugi in Uganda

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Articolo di Marianne Miltenburg

Negli ultimi anni la provincia pakistana del Punjab è stata ripetutamente colpita da devastanti inondazioni, causate dalle piogge monsoniche estreme e dal rilascio delle acque in eccesso provenienti dalle dighe e dai fiumi dell’India verso le aree pianeggianti a valle. Milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case e centinaia hanno perso la vita. Ma non sono stati solo gli esseri umani a soffrire per l’innalzamento delle acque: anche gli animali del Punjab, sia sul versante pakistano che su quello indiano del confine, sono stati duramente colpiti. Poiché il Punjab rappresenta il cuore agricolo della regione, la morte per annegamento e la fame del bestiame hanno avuto conseguenze disastrose per la popolazione locale.

Solo nel Punjab indiano sono ufficialmente annegati oltre 7.100 capi di bestiame. Sul lato pakistano, migliaia di animali sono morti travolti dalle improvvise e impetuose acque dell’alluvione, alte diversi metri. Milioni di animali sopravvissuti alla piena sono poi rimasti isolati senza cibo: oltre 250.000 animali in India e più di 500.000 in Pakistan hanno dovuto affrontare una grave carenza di cibo e acqua, poiché pascoli e raccolti erano stati completamente spazzati via. Inoltre, l’acqua stagnante e contaminata ha reso bufali, bovini e capre, già debilitati, estremamente vulnerabili alle malattie.

Il Dipartimento per la Zootecnia del Pakistan ha avviato una storica operazione di soccorso, evacuando oltre 690.000 animali verso zone più elevate. Le squadre veterinarie hanno curato circa 55.000 animali e ne hanno vaccinati più di 250.000 contro le malattie infettive. Per la prima volta, il governo ha inoltre distribuito gratuitamente, su larga scala, mangime d’emergenza (Vanda). Tuttavia, le autorità pubbliche non dispongono della capacità necessaria per raggiungere ogni villaggio. Per questo motivo, organizzazioni come Animal Heroes collaborano con le comunità locali per raccogliere fondi destinati all’acquisto di mangime d’emergenza per gli animali affamati nelle aree più colpite. Una di queste comunità locali è guidata da una persona straordinaria: il pastore Faisal Saleem.

Un amante degli animali fin dall’infanzia

Faisal Saleem è il responsabile di una piccola chiesa cristiana in un villaggio della provincia del Punjab, una regione che da decenni convive con le conseguenze delle inondazioni. Alla grave alluvione del 1978 seguirono le ancora più devastanti inondazioni del 1988, quando tutti i principali fiumi ruppero gli argini e migliaia di villaggi furono sommersi: il disastro più catastrofico e mortale nella storia del Punjab. Anche nel 1993 e nel 2025 vaste aree della regione furono nuovamente colpite, causando innumerevoli vittime umane e animali.

Per il pastore Faisal, la lotta contro questa sofferenza è una questione profondamente personale. Mentre lui e la sua chiesa organizzavano aiuti d’emergenza per le persone colpite dalle alluvioni, rimase profondamente colpito dall’immensa sofferenza del bestiame, dei bufali e delle mucche abbandonati senza cibo né cure.

«Amo gli animali fin da quando ero bambino», racconta il pastore Faisal. «Mentre distribuivo pacchi alimentari alle vittime delle alluvioni, vedevo bufali e altri animali che avevano fame proprio come le persone. Questo mi ha toccato profondamente. Una volta vidi anche un cane investito da un’automobile. Era paralizzato e guaiva dal dolore. La sofferenza di questi animali mi ha ispirato a continuare ad aiutarli.»

Dall’aiuto locale alla cooperazione internazionale

Questa profonda compassione ha spinto il pastore Faisal a cercare autonomamente il sostegno di organizzazioni internazionali come Animal Heroes. Gran parte della sua vita quotidiana è dedicata alla sua comunità: mobilita i membri della sua chiesa e gli abitanti del villaggio per organizzare materialmente la distribuzione del mangime d’emergenza. La sua fede cristiana e il suo impegno umanitario sono quindi strettamente intrecciati.

Grazie a persone come il pastore Faisal, gli aiuti di emergenza riescono a raggiungere anche i villaggi più difficili da raggiungere per le grandi organizzazioni umanitarie e le autorità governative. Il suo impegno dimostra che il cambiamento spesso nasce da una sola persona che sceglie di non voltarsi dall’altra parte di fronte alla sofferenza, sia essa umana o animale.

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